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L'origine
del formaggio è da
ricercarsi nella società
primitiva.
Essa è legata alla capacità
dell'uomo di praticare le
diverse tecniche agricole,
in particolare l'allevamento
degli animali.
L'uomo primitivo si pose il
problema di utilizzare le
risorse provenienti
dall'allevamento ( in modo
particolare dalla produzione
del latte ) e di utilizzare
quanto più a lungo possibile
le capacità nutritive degli
alimenti.
L'ingegno portò alla
scoperta della cagliata, e
quindi del formaggio, la cui
origine si perde nella notte
dei tempi ed in varie
leggende, come quella di un
mercante arabo che dovendo
attraversare il deserto
portò con se diversi
alimenti, tra cui il latte
fresco contenuto in un
contenitore realizzato con
lo stomaco di una pecora.
Il lungo viaggio, il caldo,
il continuo movimento
acidificarono il latte dando
luogo alla cagliata ed al
primo formaggio.
Nei secoli l'arte casearia
si sviluppò conservando gli
elementi di base, ovvero il
latte, il sale, il calore ed
il caglio, così come
previsto anche dalla
legislazione italiana che
definisce il formaggio come
" il prodotto che si ricava
dal latte intero,
parzialmente o totalmente
scremato, in seguito a
coagulazione acida, anche
facendo uso di fermenti e di
sale da cucina.
Furono gli Etruschi a
mettere a punto le tecniche
di caseificazione, popolo di
pastori, e quindi trasmesse
ai romani.
Queste stesse tecniche,
riviste secondo la dottrina
moderna, consentono ancora
oggi la base di partenza per
la conservazione e la
produzione dei formaggi.
I formaggi vengono
classificati principalmente
in base:
·
Alla consistenza
(pasta dura,
semidura o
molle)
· Al contenuto
di grasso
(magri, leggeri
o a latte
intero)
· Alla
lavorazione
(pasta filata,
cotta o cruda)
· Alla
stagionatura (a
maturazione
lenta, media,
breve)
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In Italia,
ogni Regione
può contare
su un’ampia
e varia
produzione
di formaggi,
molti dei
quali sono
conosciuti e
richiesti in
tutto il
mondo.
Elenchiamo,
qui di
seguito,
alcuni dei
più
conosciuti
formaggi
regionali
italiani:
Abruzzo –
Caciocavallo
Abruzzese,
Caciofiore
aquilano,
Cacioricotta,
Formaggella
del Sannio,
Giuncatella.
Calabria
–Caciocavallo
Silano dop,
Caciotta
calabra,
Giuncata
calabra,
Provola,
Ricotta,
Scamorza
calabra.
Campania –
Caciocavallo,
Caciotta
campana,
Fior di
latte
campano,
Mozzarella
di bufala
Campana dop,
Pecorino
Campano,
Provola
affumicata,
Ricotta di
Bufala.
Emilia
Romagna –
Crescenza,
Formaggio di
fossa, Grana
Padano,
Parmigiano
Reggiano dop,
Squaquarone.
Friuli
Venezia
Giulia –
Montasio dop.
Lazio –
Caciotta di
bufala,
Caciotta di
pecora,
Pecorino
Romano dop.
Lombardia –
Fiorone
della
Valsassina,
Formaggio
d'alpe,
Gorgonzola
dop,
Mascarpone,
Quartirolo
dop,
Stracchino,
Taleggio dop.
Marche –
Casciotta di
Urbino dop.
Piemonte –
Bra
d'Alpeggio
dop,
Murazzano
dop,
Robiola,
Toma dop,
Tomino.
Puglia –
Burrata,
Canestrato
Pugliese dop.
Sardegna –
Fiore sardo
dop,
Pecorino
sardo dop.
Sicilia –
Canestrato,
Fiore Sicano,
Maiorchino,
Pecorino
Siciliano
dop, Provola
dei Nebrodi,
Ragusano dop.
Toscana –
Caciotta
toscana,
Pecorino
toscano dop.
Trentino
Alto Adige –
Puzzone di
Moena.
Val d'Aosta
– Fontina
dop.
Veneto –
Asiago dop,
Casatella
trevigiana,
Formaio
embriago,
Formaggio di
malga, Monte
veronese dop.
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