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A spasso per Palermo 
La Porta Nuova, Piazza Indipendenza, 
La cattedrale

LA PORTA NUOVA
La Porta Nuova, viene edificata nel 1583 all'estremità settentrionale del Cassaro , attuale Cso Vittorio Emanuele.
La costruzione, voluta dal senato cittadino per celebrare il rientro dell'imperatore Carlo V, reduce dalle vittorie africane.  
La parte esterna, è decorata con quattro grandi statue raffiguranti mori prigionieri, due con le mani incrociate e due con le braccia mozze.
 

PIAZZA INDIPENDENZA
Esterna alla città, oltre la Porta Nuova, Piazza Indipendenza era il punto di collegamento fra la città e la campagna, come testimonia la presenza della stazione di posta e cambio dei cavalli, per i viandanti, ancor oggi visibile all’angolo con il Corso Alberto Amedeo.
Fino al 1866 era chiamata Piano di Santa Teresa per la presenza della chiesa della Madonna dei Rimedi sul fronte settentrionale della piazza.
L'attuale denominazione risale alla fine delle guerre d’indipendenza, quando vi fu eretto centralmente un obelisco per commemorare i caduti.
 
 

LA CATTEDRALE
Nel IV secolo, i Palermitani, nel luogo dove molti fedeli avevano patito il martirio, costruirono la loro prima Cattedrale, distrutta successivamente e di cui nulla è a noi pervenuto.
Nel 604 venne consacrato alla Vergine Maria un nuovo tempio, di cui resta oggi, probabilmente, la Cripta, a pianta basilicale di forma quadrata.
Conquistata Palermo nell’831, I saraceni modificarono il tempio cristiano in una grande moschea che i Normanni restituirono ai cristiani nel 1072.
Nel 1185 venne consacrata e dedicata alla Vergine Assunta la nuova Cattedrale, costruita sotto la direzione dell’Arcivescovo Gualtiero Offamilio.
Dal 1185 la Cattedrale ha subito notevoli e radicali modifiche, ultime quelle del grande restauro iniziato nel 1782 e concluso nel 1801.
Lungo il Corso Vittorio Emanuele, l’antico Cassaro di Palermo, si estende la facciata meridionale. Delimitata da una balaustra sormontata da statue di vari scultori siciliani, l’ampia villa antistante, un tempo cimitero, consente di abbracciare con unico sguardo la maestosità del disegno architettonico del complesso monumentale.
 

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