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A spasso per Palermo 
Palermo i suoi mercati e i suoi sapori

PALERMO……. I SUOI MERCATI…….. I SUOI SAPORI.
I mercati popolari di Palermo, quasi tutti raggruppati nel centro storico della città, sono uno dei segni tangibili di quello che le diverse culture ,susseguitesi nei secoli durante le varie dominazioni, hanno lasciato in questa città e nei suoi abitanti.
Ancora oggi il legame con la cultura araba è cosi forte che nonostante il trascorrere del tempo è sempre vivo e bene integrato nella vita quotidiana dei palermitani.
I mercati palermitani sono infatti dei bazar a cielo aperto del tutto simili a quelli che si possono incontrare visitando i paesi arabi .
 Dalla spettacolare esposizione delle merci, dai colori e dagli odori ben combinati, dalle intonazioni delle abbanniatine utilizzate dai venditori per reclamizzare le loro merci, dal pattiare per il prezzo, dal lamentarsi dell’acquirente per il peso non sempre soddisfacente delle merci, tutto segue un rituale ben preciso che ritrova le sue radici e le sue origini nell’antica civiltà araba.
 Fra i mercati più conosciuti e più folcloristici di Palermo ricordiamo il Mercato del Capo, Ballarò, Lattarini, la Vucciria e il mercato delle Pulci nato abusivamente nel dopo guerra e oggi forse l’unico mercato dell’antiquariato a Palermo. 
Ben integrata nel centro storico e nei suoi mercati la città vanta una tradizione gastronomica fra le più famose al mondo.
Molto forte è la tradizione della cucina povera di strada, piatti tipici venduti agli angoli delle piazze e consumati sul posto come i “babbaluci” (le lumache) bollite e condite con - olio di oliva, aglio, prezzemolo e sale, le panelle fatte con farina di ceci, i cazzilli preparate con purea di patate, le arancine fatte di riso e ripiene di carne, pane ca’meusa moffolette di pane ripiene di milza cotta e formaggio, frittola (grassetti e ciccioli di maiale),musso e quarume .
In un breve elenco dei piatti tipici palermitani non possiamo non segnalare:: PASTA CH’ I SARDI (con le sarde),PASTA CON I BROCCOLI ARRIMINATI ( in tegame),PASTA C’ ANCIOVA ( con acciughe),SARDE A BECCAFICO,STIGGHIOLE ( budella ripiene di frattaglie),MUSSO E QUARUME (orecchie, musso di vitello e frattaglie bollite),FRITTOLA (resti di carne, cartilagini e parti molle soffritte con un po’ di strutto e speziate di zafferano),SPIEDINI DI CARNE DI VITELLO,INVOLTINI DI MELENZANE,CAPONATA,PEPERONATA. 
Chi visita Palermo, nel suo itinerario oltre a visitare CHIESE, TEATRI, MUSEI, solitamente non rinuncia a un giro presso le bancarelle gastronomiche. In tale itinerario  non può mancare una visita alla pasticceria palermitana anche essa influenzata dalle varie dominazioni . L’arte e la maestria dei pasticceri palermitani per la preparazione di dolci tipici e per la sapiente esposizione di essi è conosciuta ed apprezzata in tutto il modo. 
Basta ricordare I CANNOLI ,LE CASSATE SICILIANE, LA FRUTTA DI MATORANA, LA SFINCIA DI SAN GIUSEPPE, LA PUPACCENA, IL GELO DI MELLONE, IL BUCCELLATO, LA CUCCIA, L’ IRIS, L’ AFRICANO, LA GENOVESE….. sono solo alcuni esempi di quello che si può sempre trovare, nelle pasticcerie di tutta la città . Il palermitano infatti, per tradizione consuma i dolci in tutti i periodi dell’anno soprattutto nei giorni di festa e le domeniche, giornate in cui il pranzo delle famiglie solitamente si conclude con il dolce. 
Un discorso a parte, nella tradizione palermitana, è la consumazione dei gelati e delle granite ( ai gelsi, al limone, al caffè, alla fragola ) in tutte le stagioni dell’anno.
Anche per questo la storia vuole che il gelato sia nato proprio in Sicilia, dove gli antichi romani che vi risiedevano trovavano un rimedio al caldo estivo con sorbetti ottenuti dalle nevi dell’Etna. Il gelato viene servito oltre che nei classici coni, anche nelle coppette e nelle brioscine, spesso con aggiunta di panna montata.

 

 

 

 

 

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