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le poesie di giuseppe davì
 

           La porta

 

Chiusa , facile sarebbe
Aprirla
Basta avvicinarsi
Con la mano anche lenta
Afferrare la maniglia lucente
D’ottone
Con un colpo secco di polso 
O sfilare il chiavistello ferroso dal cuore e dalla mente 
Un filo d’aria
Spalancare non al pianerottolo
D’appartamento cittadino ma… 
Alla soglia terrosa fa seguito un campo d’erba alta
E un mandorlo e campi d’olivi
E un leggero vento odoroso di ricco letame 
Sono stato svegliato dal furioso
chicchirichì del gallo
 

Stamattina
Non dall’aspirapolvere della signora di sopra 
Pantaloncini e sandali polverosi
Per fuggire sulla collina
Sotto l’enorme carrubo a sentire le formiche scorrere 
Splendente solitudine d’una campagna
Antica di zolle riarse
Odorosa di paglia appena ammucchiata 
Gli altri
 il mondo
Semplicemente inesistenti 
Sospensione infantile
Stupidità
Ricchezza

 

 

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Le poesie