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  Le ultime ricette inserite nel sito

alcune  ricette selezionate 

 
001 Brodo
057 Zuppa di fagiuoli
061 Zuppa di lenticchie
069 Tagliatelle col prosciutto
075 Risotto coi piselli
076 Risotto coi funghi
086 Maccheroni alla napoletana
087 Maccheroni alla bolognese
088 Maccheroni con le sarde alla siciliana
091 Pappardelle all'aretina
102 Spaghetti col sugo di seppia
105 Spaghetti coi piselli
147 Frittata di cipolle
200 Crocchette di patate
253 Stracotto di vitella
256 Fricassea
263 Pollo alla contadina
264 Pollo colla marsala
268 Pollo alla Marengo
363 Vitello tonnato
369 Arista
409 Cipolline agro-dolce
461 Pesce a taglio in umido
463 Nasello alla palermitana
471 Triglie alla livornese
473 Tonno fresco
474 Tonno in gratella
483 Sarde ripiene
500 Seppie coi piselli
506 Il baccalà alla fiorentina
521 Roast-beef
524 Arrosto di vitella di latte
526 Arrosto morto
539 Pollo ripieno arrosto
556 Bistecca alla fiorentina
 

 
da "L'ARTE LA SCIENZA IN CUCINA e L’ARTE DI MANGIAR BENE" di  Pellegrino Artusi

Chi è Pellegrino Artusi:
Pellegrino Artusi autore de "L' arte la scienza in cucina e l' arte di mangiar bene" nacque a Forlimpopoli il 4 agosto 1820. Dopo gli studi al Seminario di Bertinoro, comincia ad occuparsi degli affari paterni.
A segnare una svolta nella vita del giovane Artusi e della sua famiglia fu la famosa incursione del Passatore a Forlimpopoli, il 25 gennaio 1851.
Nella stessa notte in cui fece irruzione nel teatro cittadino, la banda del celebre brigante con un sotterfugio, riuscì a entrare nella casa del futuro gastronomo e fare man bassa di denaro e oggetti preziosi. Il colpo banditesco, al di là del danno economico, segnò profondamente la famiglia Artusi: Gertrude, una delle sue sorelle, per lo spavento impazzì e fu internata in manicomio.
L'anno successivo la famiglia Artusi lasciò Forlimpopoli e si trasferì a Firenze, dove Pellegrino si dedicò all'attività commerciale con un certo successo.
Artusi continuò a vivere in Toscana dove morì nel 1911 a 91 anni, ma mantenne sempre vivi i rapporti con la città natale.
Artusi visse una vita agiata, senza mai perdere di vista le sue passioni per la letteratura e la cucina.
Ritiratosi a vita privata, si dedicò a tempo pieno a questi interessi, scrivendo prima una biografia di Foscolo e poi "Osservazioni in appendice a 30 lettere del Giusti", entrambi pubblicati a sue spese, senza grande successo, quel successo che sarebbe arrivato con "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", pubblicato nel 1891 a spese dell'autore "pei tipi dell'editore Landi". Prima edizione: 1.000 copie.
E' lo stesso Artusi a raccontarci le peripezie della sua celebre opera nella introduzione che intitolò significativamente "Storia di un libro che rassomiglia alla storia della Cenerentola": dal severo giudizio del professor Trevisan che sentenzia "Questo è un libro che avrà poco esito" all'aneddoto dei Forlimpopolesi che, avendo vinto due copie del libro in una lotteria, andarono a venderle dal tabaccaio non sapendo che farsene.
Ma il successo alla fine arrivò e fu travolgente: in venti anni furono stampate 14 edizioni; nel 1931 le edizioni erano giunte a quota 32 e l'"Artusi" (ormai veniva chiamato con il nome del suo autore) era uno dei libri più letti dagli italiani, insieme a "I promessi sposi" e "Pinocchio".
Il volume, che ancora oggi conta un grande numero di edizioni e una vastissima diffusione, raccoglie 790 ricette, dai brodi ai liquori, passando attraverso minestre, antipasti (anzi "principii"), secondi e dolci.
L'approccio è didattico ("con questo manuale pratico - scrive Artusi - basta si sappia tenere un mestolo in mano"), le ricette sono accompagnate da riflessioni e aneddoti dell'autore, che scrive con uno stile arguto.

 

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