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Dolci
 

MINNI DI VIRGINI

 

 
   
   
   

(tipico dolce siciliano preparato dalle monache nei conventi di clausura)

Gr. 500 di farina, gr. 150 zucchero semolato, gr. 150 margarina, un uovo intero, un albume, gr. 50 di zuccata a pezzetti, gr. 50 di cioccolato fondente, gr. 200 di zucchero a velo, il succo di mezzo limone, ciliegie candite, latte q.b., gr. 500 di crema di latte (*).

Impastate la farina con lo zucchero semolato, la margarina, l’uovo intero e il latte in quantitativo tale da ottenere un impasto omogeneo e consistente.
Avvolgete, il composto così ottenuto, nella pellicola trasparente e ponetelo in frigo per un’ora circa; quindi, stendetelo in sfoglia abbastanza sottile.
Da questa sfoglia ritagliate dei dischetti di circa 10 cm. di diametro.
Metà di tali dischetti adagiateli in stampini a coppetta e riempite la cavità con la crema di latte (*) mescolata con la zuccata e il cioccolato.
Coprite con i dischetti rimasti e sigillate i bordi; poi capovolgete i dolcetti e trasferiteli in una teglia rivestita di carta da forno.
Spennellate la superficie dei dolci con l’albume sbattuto e infornate a 200 gradi per 20 minuti circa.
Stemperate lo zucchero a velo con qualche cucchiaio di latte e il succo di limone; sbattete il composto con una frusta fino ad ottenere una crema liscia e piuttosto densa.
Fate raffreddare i dolci usciti dal forno. Quindi, quando sono ben freddi ricopriteli con la glassa preparata e per ultimo decorate ogni pasta con una ciliegina posta alla sommità.
Fate riposare bene prima di servire.

(*) crema di latte:
Mezzo litro di latte, gr. 80 di amido per dolci, un limone, gr. 100 di zucchero semolato.

Scaldate la metà del latte con lo zucchero e la scorza del limone (solo la parte gialla ben lavata); filtratelo e incorporatelo al resto del latte in cui avrete sciolto l’amido.
Mettete tutto il composto su fiamma bassa e fate addensare.

 

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Giuseppe Tommasi di Lampedusa, attraverso l'impareggiabile principe Salina, nel suo famosissimo romanzo "il Gattopardo", farà così commentare questo soave dolce:  "parfaits rosei, parfaits sciampagna, parfaifs bigi che si sfaldavano scricchiolando quando la spatola li divideva, sviolinature in maggiore delle amarene candite, timbri aciduli degli ananas gialli, e "trionfi della Gola" col verde opaco dei loro pistacchi macinati, impudiche "paste delle Vergini."
Don Fabrizio si chiedeva "Come mai il Santo Uffizio, quando lo poteva, non pensò a proibire questi dolci? .